
April 16, 2026
Tutto è iniziato lunedì di questa settimana osservando dal mio lavoro le strade di nuvole che si formavano nel cielo (dopo un temporale piuttosto piccolo che avevamo subito nella penisola tra sabato sera e domenica), ma sia lunedì sia martedì il vento era molto forte. Il martedì, in tono scherzoso, dissi al mio compagno di lavoro se mi portasse a volare il giorno seguente e lui disse di sì; cominciai a guardare la previsione per decollare a Caracenilla e le davano molto buone: quota di 3.000 metri con formazione di nuvole e il vento nella direzione giusta; il problema era il tempo che avrei avuto per riuscire a raggiungere il mio paese Motilla del Palancar, poiché esco dal lavoro alle 14:30, più il viaggio ecc... quella stessa giornata lasciai tutto pronto per il giorno successivo.
Il mercoledì mattina ero molto attento al cielo; intorno alle 12:00 già vedevo come si cominciavano a formare le nuvole e intorno alle 13:00 c'erano già strade di nuvole; la previsione che stavo aspettando si stava avverando. Uscimmo dal lavoro a corsa, arrivammo al mio paese, carichiamo le cose e ci dirigemmo direttamente verso Caracenilla; arrivai al decollo della faccia nord intorno alle 16:00, preparai tutto e il vento era incrociato da ovest, non potevo perdere altro tempo cambiando verso la faccia ovest, così decisi di decollare con una lieve raffica e di infilarmi volando nella faccia ovest. Decollai con alcune difficoltà poiché il vento era incrociato e veniva spinto dalla pendice di ovest; mi stavo affondando man mano che cercavo di avanzare, trovai una termica molto debole, feci otto figure, presi un po’ di altezza e riuscii a posizionarmi sulla faccia ovest.
Onestamente pensavo che per l’ora in cui era e non trovando nulla che davvero mi facesse salire non avrei ottenuto ciò che da tanto tempo cercavo; quando trovai qualcosa che mediamente si poteva chiamare termica la mia prospettiva cambiò... ora dovevo dare tutto, salii al massimo possibile e mi diressi direttamente verso la strada di nuvole più vicina che avevo; nella transizione entrai in una discendenza molto forte di circa -3,5 m/s; persi moltissima altitudine, ero già con il mio solito pessimismo... quando vidi sul telefono che mi stava chiamando mio padre, iniziò a consigliarmi un po’ in generale e a dirmi di non essere così pessimista, poiché io ritenevo il volo finito; trovai una termica molto turbulenta che quasi non mi saliva, oscillava molto indietro e non saliva quasi; non volevo allontanarmi così tanto perché quello che avevo dietro sembrava Mordor ma grazie alla pazienza alla fine si staccò del tutto; man mano che saliva diventava sempre più turbulenta e più potente ma con essa stavo arrivando alle nuvole; finii dentro la nuvola ma non ero mai stato dentro una così a lungo (circa 8 minuti); iniziai a sentire un po' di vertigine perché non avevo un riferimento da guardare o guidarmi, presi la decisione di guardare la punta del cocoon e sembra che la vertigine stesse passando; intanto mio padre continuava a dirmi quale direzione dovevo prendere finché finalmente iniziai a vedere il sole dalla parte superiore della nuvola e ora sapevo quale direzione dovevo seguire.
La parte successiva del volo fu piuttosto facile poiché dovevo solo andare di nuvola in nuvola; non serviva girare, solo accelerare e salire; quando stavo raggiungendo l’altitudine di Olmeda del Rey e Valera de Abajo la strada di nuvole si esauriva, prosegui con un planare molto buono; ora toccava guidarsi per istinto e la poca esperienza che ho in volo; stavo arrivando ancora pianeggiante e mentre stavo decidendo dove andare, mi accorsi che davanti avevo vari avvoltoi girando; premere l’acceleratore per entrare in quella termica il prima possibile e mettermi a salire con loro; non appena toccai il soffitto della termica planai di nuovo verso Gabaldón; arrivato a quel paese avevo già perso molta altezza e di nuovo con il mio pessimismo di sempre dicevo a mio padre che fino a qui era arrivato il volo (solo mi mancava una termica e sarei arrivato a planare al mio paese) e mentre pensavo dove andare per trovare qualche termica... vidi di nuovo avvoltoi girando (sembrava che mi stessero guidando il cammino); mi misi a girare con loro, la termica era molto morbida dato che il sole era piuttosto basso e le strade di nuvole stavano sparendo; presi l’altezza sufficiente per arrivare a Motilla; era già fatto, pensavo nella testa... stavo arrivando molto giusto di altezza; mi misi a chiamare gli amici per avvisare dove sarei atterrato; subito mi accorsi che non sarei riuscito ad arrivare a planare dove avevo pensato di atterrare; continuai a spingere il planare a favore del vento rispetto al paese guidandomi lungo la strada e si staccavano bolle che mi mantenevano; finché mi accorsi che il planare mi dava abbastanza per andare dove volevo atterrare; presi la linea più diretta verso l’atterraggio passando sopra il campo di calcio e il parco El Carrascal finché mi avvicinai al vento e iniziai ad atterrare dolcemente; la gente curiosa si avvicinava a guardare e a chiedere; fu tutto così rapido che arrivarono prima i curiosi che i miei stessi amici, haha.
P.S. super orgoglioso di essere arrivato al mio paese, di averlo raggiunto da solo (anche se la compagnia in volo va sempre bene), sia la meteorologia sia il percorso da seguire e avendo comunque molti fattori contrari come l’ora di decollo, per esempio, e con l’aiuto di mio padre al telefono durante la maggior parte del percorso.
Non mi resta che ringraziare tutte le persone che mi hanno fatto i complimenti e che mi hanno sempre aiutato e insegnato a diventare ogni giorno un pilota migliore. GRAZIE!